Escursionismo nel Parco Nazionale della Sila

Anello piccolo del M.Gariglione e Monte Femminamorta (Monti della Sila Piccola o Catanzarese) - 25 ottobre 2015

La immagini a seguire riguardano una bellissima uscita tra i boschi della Sila Piccola o Catanzarese, presso Monte Gariglione e Monte Femminamorta. Due semplici e corte passeggiate in una natura stupenda dal sapore decisamente autunnale.

Qui ci troviamo nei pressi della caserma del Gariglione, pochi metri prima provenendo da Tirivolo.

Seguiamo le indicazioni dell'anello corto del Gariglione, il quale fa penetrare in una tra le realtà forestali più interessanti d'Italia, un esempio perfetto di foresta mista faggio-abete bianco, con grandi esemplari sia dell'una che dell'altra specie. 


E' l'unità della diversità della Sila: mentre nell'area cosentina il pino laricio domina incontrastato insieme alla faggeta, qui l'Abies alba trova ampio spazio. Sembra si stare in qualche angolo delle Serre o dell'Aspromonte, eppure è la Sila, forse la zona più intatta e meno conosciuta. Normann Douglas, nel suo "Old Calabria", definì il Gariglione una giungla vergine, mai sfiorata da mano umana. Ma successivamente, anni dopo la visita del viaggiatore inglese, arrivò la S.O.F.O.M.E e poi gli americani, i quali profanarono codesto tesoro dalla natura e la resina, accompagnata da lamenti e pianti di supplizio, iniziò a scolare dalle ferite dei fusti recisi come sangue che discende dalle piaghe di un essere umano.











  






Da uno squarcio tra la vegetazione appare in tutta la sua maestosità l'Alta Val Tacina, con quei pascoli verdi, tra i più suggestivi della Sila, circondati da pinete e soprattutto faggete. In lontananza, sempre imponente, la cima di Monte Cocuzzo.






































Terminato il percorso nel bosco che riveste di prodigiosa bellezza la montagna più alta della provincia di Catanzaro, ci avviamo verso il Monte Femminamorta, situato poco più a sud, rivestivo da una magnifica fustaia, anch'essa mista, di abeti bianchi e faggi. 








Questo è il punto dove si prende il sentiero per il Femminamorta. Vi si giunge proseguendo lungo la strada asfaltata che corre avanti, in direzione est, da Tirivolo




La selva montana è bellissima, con grandi faggi e mastodontici abeti: a dir la verità i faggi adulti sono più cospicui, ma ovunque è pieno di rinnovamento naturale di Abies e sparsi, nella faggeta, alberi giganti di questa conifera, che, secondo il mio parere, è la più bella di tutta la montagna italiana. 


























2 commenti:

  1. Buongiorno Sig.Pileggi.
    Sto cercando in rete una qualche fotografia della Torre Mellaro che dovrebbe trovarsi nei paraggi dell'interessante percorso da lei descritto e che probabilmente percorrero' la prossima estate
    Lei è in possesso di una foto della Torre e sa dirmi qualcosa su di essa?
    Grazie in anticipo
    Giovanni

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    1. Salve Giovanni. Se non erro è quella che sulle mappe è detta "Torre Coppo", situata nella valle del Mellaro. Mi dia il suo indirizzo email che le mando la foto.

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