Escursionismo nel Parco Nazionale della Sila

Da SERRA S.BRUNO (Santa Maria del Bosco) a LE MELOGNE (Monti delle Serre, Calabria) - 25 maggio 2014

Gruppo Montuoso: Monti delle Serre Calabre
Comune: Serra San Bruno
Quota minima: 850 m (Santa Maria del Bosco)
Quota massima: 1042 m (crinale di Colla del Monaco/Scorzonara)
Difficoltà: T
Tempo di percorrenza A/R: 6 ore
Avvicinamento in auto. Bisogna recarsi al Santuario di Santa Maria del Bosco, a circa 2 km dopo la Certosa di Serra San Bruno


Domenica 25 maggio 2014 effettuo una bella escursione nel versante occidentale delle Serre. Come qualcuno ricorderà le montagne serresi si dividono in due catene parallele, al centro delle quali si adagiano le conche montane di Serra San Bruno, Fabrizia e Mongiana. Oggi ci innalziamo verso ovest rispetto alla dorsale orientale di Monte Trematerra e Monte Pecoraro. In termini più spicci mi recherò nella zona di Colla del Monaco, precisamente da Santa Maria del Bosco verso i pianori de Le Melogne, rivolti sul versante tirrenico serrese, nei pressi dei confini con il comune di Gerocarne. 

LA CARTINA

Parcheggio la macchina nel piazzale alla base del bellissimo Santuario di Santa Maria del Bosco. Prendo il sentiero che si stacca alle spalle del Laghetto San Bruno, che segue il corso di un ruscello. Poi guado il torrente da una sponda all'altra, dove intercetto una sterrata molto battuta e che seguo a destra, in un bosco di abeti misti. Codesta giunge ai capannoni dell'azienda La Foresta. Prima delle baracche industriali, liberamente, svolto a sinistra. Immediatamente mi ritrovo su un altro sterrato, sempre proveniente dall'industria del legno appena citata, e proseguo a sinistra. Subito tralascio la deviazione a sinistra e vado diritto, in un rettilineo tra gli abeti.  

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Il rettilineo dopo i capannoni La Foresta

Alla mia destra scorre il torrente (Vallone del Vento), che se ne scivola dalla parte opposta rispetto alla mia direzione di marcia.  Presenti anche faggi.

Sulle sponde del torrente Vallone del Vento

Transito di lato a una grande prateria, situata sulla sponda sinistra del corso d'acqua, con ginestre in fiore.


In lontananza un contrafforte di Colla del Monaco, coperto da una faggeta


Al bivio vado a destra (via maggiormente battuta).

Verso Pietra del Caricatore

Lo sterrato che si reca al crinale di Colla del Monaco

Tralascio tutte le deviazioni secondarie. La pista principale, che è iniziata a salire di quota, curva decisa a sinistra, in un bosco misto di faggi, castagni, abeti bianchi e abeti rossi. 

Il bosco sulle pendici a est del crinale principale di Colla del Monaco

In salita per il crinale di Colla del Monaco


La via, successivamente, si trasforma in un sentiero, che si allaccia alla strada bianca del crinale maestro di Colla del Monaco (quota 1042 m), il punto più in alto di questa escursione. 

La pista forestale molto battuta trasformata in un sentiero


Procedo a destra. Al trivio, pochi metri più avanti, a sinistra. Mi immergo così nel versante tirrenico (il crinale principale rappresenta lo spartiacque fra i due bacini idrografici), dove il percorso continua in discesa. Vi è una certa confusione vegetale: sulla sinistra del sentiero pino laricio con qualche faggio; a destra castagneti cedui. 

In discesa

Bosco di pino laricio a sinistra del sentiero

Bosco di pino laricio e qualche faggio a sinistra del sentiero

Castagneto a destra del sentiero

Direzione ovest, in discesa


La Colla del Monaco, con il suo brutto traliccio

Iniziano a esserci visuali aperte verso ovest.

Monte Poro dalle Serre

Intorno fioriture di finestra 

Ginestra

Ginestra

Più isolate anche fiori di  cisto femmina (Cistus salvifolius) e di Bugola (Ajuga reptans), con i suoi accesi colori viola.

Cistus salvifolius

Ajuga reptans

Ginestra

Al bivio giro a sinistra, lungo un sentiero a mezza costa. 

Il sentiero che da Colla del Monaco scende verso i pianori de Le Melogne

Idem

A ovest del crinale principale di Colla del Monaco

Cistus salvifolius


Verso ovest. In lontananza M.Poro

Castagneto ceduo e faggi

Si entra così in una zona costituita da grossi faggi dalla forma bizzarra, che qualche esperto di scienze forestali definirebbe come una "tipica riserva biforcata e deforme". Ma comunque rimangono magnifici alberi. 

Grosso faggio


Il sentiero che passa tra i faggi

Gran bel faggio

Gran bel faggio


Il sentiero nella faggeta

Bosco di faggi

Faggi. In lontananza vediamo la pineta di pino laricio sostituirsi alla faggeta

Grosso faggio

Faggeta. A destra iniziano i pini

Faggio

Tronco di faggio

Alla base di un grosso faggio


Il faggio ad un certo punto cede il passo al pino laricio (tratto di bosco un po' degradato), con qualche abete bianco. A destra si può osservare, tra la vegetazione, la Colla del Monaco. 

La Colla del Monaco

Verso la Colla del Monaco, costituita da castagneti e da abeti

Poi tornano nuovamente i faggi fino a penetrare in un rimboschimento fitto di abete.

Faggio

Faggeta

Si giunge così a un bivio, nei pressi di una radura. A causa dei numerosi incroci (ho seguito comunque la pista principale) perdo un po' l'orientamento sulla cartina. Successivamente comprendo di trovarmi intorno al punto di arrivo, tra le due radure de le Melogne. Quella sottostante, con rudere, rappresentava la mia meta e, per giungerci, sarei dovuto andare subito a destra, in piano. Invece procedo a sinistra, in leggera salita. Menomale che ho scelto tal direzione, visto che transito di fianco a un'altra bella prateria (Le Melogne alta), caratterizzata da un aperto belvedere verso occidente. In lontananza le valli del Mesima e le colline di Vibo Valentia (si intravede anche la città). 

La radura alta de le Melogne. Lontano M.Mancuso

Verso occidente

Verso occidente

Verso occidente. Si vede anche Vibo Valentia

Al bivio a destra. Si torna nuovamente in un bosco misto di faggi e abeti. Successivamente la mistura vegetale viene sostituita completamente da un fitto rimboschimento di abete rosso.  
Poco dopo la radura alta de Le Melogne

Fitto rimboschimento di abete rosso

Fitto rimboschimento di abete rosso

Comprendo, quindi, di aver sbagliato strada e di avermi lasciato alle spalle il punto di arrivo dell'escursione. Codesta via, invece, che continua a proseguire verso sud, giungerà presso il Colle d'Arena. 



Il tempo peggiora a dismisura e, in maniera svelta, ritorno a quel bivio dove sarei dovuto svoltare a destra. Un'accesa curiosità mi spinge ad andare a vedere da quella parte e in brevissimo raggiungo la radura che avevo intenzione di pervenire. In lontananza, al di la del Fosso Piccolo, il costone macchiato di castagneti che poi va ad unirsi più a oriente al crinale principale . 

Le Melogne


Lungo la strada del ritorno vengo sorpreso da una leggera pioggia che, dalla dorsale principale di spartiacque verso Serra San Bruno, è accompagnata anche da forti raffiche di vento. Non posso comunque fare a meno di operare gli ultimi scatti di questa giornata, che mi ha visto in luoghi meno belli dal punto di vista naturalistico, ma comunque molto affascinanti. 

Fioriture di bugola (Ajuga reptans)

Faggi

Faggeta

Grosso faggio

Faggeta

Torrente Vallone del Vento, presso Serra











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