Escursionismo nel Parco Nazionale della Sila

PASSEGGIATA PRIMAVERILE ALLA FAGGETA DI MONTE CUCCO E MONTE SANT'AGNESE (Monti delle Serre Calabre) - 14 aprile 2013

Data: 14 aprile 2013
Regione e provincia: Calabria / Vibo Valentia e Catanzaro
Località di partenza: Vallelonga
Località di arrivo: Monte Sant'Agnese
Tempo di percorrenza: 4 ore
Grado di difficoltà: T
Periodo consigliato: Tutto l'anno
Segnaletica: segnali bianchi e rossi del Sentiero Italia del CAI
Dislivello in salita: 250
Dislivello in discesa: 250
Quota massima: 1000 circa
Accesso stradale: 
- Dalla A3 uscire a Pizzo Calabro. Allo svincolo andare a destra in direzione Reggio Calabria. Poche centinaia di metri più avanti svoltare a sinistra (ex SS 110) per Serra San Bruno / Monasterace. Si supera la diga dell'Angitola e San Nicola da Crissa. Tralasciare il primo bivio per Vallelonga (poco dopo il cimitero di San Nicola) e lasciare la macchina al secondo bivio per il già detto paese, nei pressi di un'edicola votiva. Il sentiero parte alle spalle (di fronte all'incrocio) della cappella stessa. 
- Da Serra San Bruno andare per il Bivio Angitola. Al bivio per Vallelonga, con edicola votiva, lasciare l'auto. 


Dopo una lunga pausa da uscite in montagna e da escursioni, ritorno da ultimo in quello che è il mio habitat naturale. In questa ridente giornata di primavera intraprendo una facile escursione in solitaria nei boschi tra Vallelonga e Torre di Ruggiero. Siamo sui Monti delle Serre Calabre. 
Inizio la mia camminata dalla periferia est di Vallelonga  (quota 700) e mi dirigo verso la Faggeta di Monte Cucco. Lungo la salita splendide visuali si aprono da tutte le direzioni. Verso sud si possono addirittura osservare il vulcano Etna, i Peloritani e la catena dei Nebrodi.

L'Etna

Vallelonga

L'altopiano di Vallelonga

L'altopiano di Vallelonga

L'altopiano di Vallelonga

Verso Monte Coppari, ricoperto da rimboschimenti di conifere e fa una bella faggeta


Dopo i panorami sono i boschi a prendere la scena: all’inizio solo rimboschimenti di abete bianco e castagneti cedui; successivamente, dopo circa 45 minuti di cammino dalla partenza, i miei passi penetrano nella monumentale faggeta, la cui bellezza non smette mai di stupirmi. Il mio è solo un ritorno: ogni anno mi piace visitare questo bosco così poco frequentato dagli escursionisti ma così speciale di incanto.



La sterrata per la Faggeta di Monte Cucco

Castagneto

Castagneto

Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di Monte Cucco

Grande faggio


Faggeta di Monte Cucco


Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di Monte Cucco

Faggeta di Monte Cucco


Faggeta di Monte Cucco




Faggi e abeti

Faggi e abeti

Raggiungo poi la stradella di crinale che seguo verso nord. Sulla cresta gli abeti bianchi tornano alla ribalta e fanno la loro comparsa anche i cerri. Presso Monte Sant’Agnese quest’ultima specie diventa protagonista e forma un bel bosco puro. A est, dagli alberi, si intravedono i paesi di Torre di Ruggiero e Cardinale, i Monti Trematerra e Tramazza, e la vasta dorsale del Pecoraro. 

Dal crinale tra M.Cucco e M.S.Agnese verso la valle del Bruca


Verso Monte Tramazza

Il masso di M.S.Agnese. Secondo la tradizione in questa roccia vi è un'impronta della Madonna

La valle del Bruca. I paesi del fondovalle sono Torre di Ruggiero e Cardinale

La parte più settentrionale della dorsale del Pecoraro

Poche centinaia di metri oltre il M.S.Agnese un ‘ampia vista si apre verso nord: osservo i grandi pianori in quota che si stagliano poco a oriente della linea di cresta della catena appenninica. In lontananza le foreste di Monte Coppari e del Passo di Napoli.

La cerreta di M.S.Agnese

I pianori in quota a nord di M.S.Agnese

I pianori in quota a nord di M.S.Agnese


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